Nato a Brescia nel 1869 si laureò a Roma in giurisprudenza. Fu fedele allievo e continuatore di Giuseppe Zanardelli nella corrente liberale democratica.
Dopo essere stato deputato per Lonato e più volte Sottosegretario al Tesoro, fu nominato Senatore nel 1920.
Dal 1923 ricoprì la carica di Presidente della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (poi Istituto di Previdenza Sociale) di cui creò l'organizzazione.
Dalla metà degli anni Venti si allontanò gradualmente dalla vita politica attiva e i soggiorni alla Casa di Lonato si fecero sempre più frequenti. Non solo si dedicò con rinnovato entusiasmo al collezionismo e alla raccolta di libri, ma condusse una serie di importanti indagini storiche volte al recupero di capitoli dimenticati di storia bresciana, soprattutto napoleonica e risorgimentale.
Quando morì, a Lonato nel 1941, dispose l'istituzione di un ente autonomo, avente come fine la promozione e il sostegno della cultura. Per questo scopo destinò alla Casa del Podestà la straordinaria raccolta libraria costituita con grande attenzione: la biblioteca che lasciò a Lonato è una delle collezioni provate più importanti dell'Italia settentrionale e conta oltre 30.000 titoli, databili a partire dal XII secolo.
La particolare considerazione delle classi sociali meno fortunate distinse la sua opera: non solo l'attività presso l'Associazione "L'Amico del popolo" (istituzione assistenziale bresciana per pratiche legali per i poveri), ma anche la creazione di una biblioteca "popolare" intitolata al padre Giuseppe Da Como, pensata per incentivare la cultura nei ceti meno abbienti ed inserita nel complesso monumentale della Fondazione.